Approvata la SEN

Venerdì 10 novembre 2017, dopo un lungo ed articolato percorso di consultazione, è stata approvata dai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico Galletti e Calenda, la STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE 2017 (SEN), documento di programmazione energetica nazionale che guiderà gli interventi nel settore per i prossimi anni.

Purtroppo, nonostante le diverse chiare prese di posizione da parte delle Associazioni di Settore, delle Organizzazioni di Categoria Agricole e da ultimo dello stesso Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), il settore agricolo ne esce nettamente sconfitto, a l’apporto delle agroenergie alla produzione nazionale di energia rinnovabile elettrica viene ridimensionato in modo drastico.

In particolare, per il settore biogas, si prevede una sostanziale fuoriuscita dal mercato elettrico, con previsione di futuri limitati incentivi per nuovi impianti al di sotto dei 70 kWe e si ritiene “necessario ridimensionare le forme di incentivazione per le bioenergie esistenti, poiché il costo variabile della materia prima non dà segnali di riduzione nel tempo, e anzi, probabilmente, si mantiene alto proprio a causa degli incentivi”. Ovviamente questo passaggio ha destato forte preoccupazione e prese di posizione contrarie da parte del MIPAF.

Come chiaramente evidenziato nelle osservazioni CMA, FIPER e MIPAF, si tratta, in generale, di affermazioni tecnicamente infondate che non tengono conto dei notevoli vantaggi ambientali, economici, occupazionali e di sviluppo di sistemi ad economia circolare che il sistema del biogas italiano ha dimostrato di apportare. Inoltre, il costo comparato delle varie fonti è stato valutato in termini di soli costi diretti, senza considerare i costi indiretti e le cosiddette esternalità.

L’unica alternativa che il Governo pare offrire al settore è quella di un passaggio alla produzione di biometano per autotrazione, pur nella consapevolezza che questa opportunità potrà essere colta solo da una parte degli impianti esistenti. La spinta sul biometano deve essere accolta con grande favore ma dovrà in futuro essere accompagnata da un adeguato sistema di incentivazione e dall’eliminazione di alcuni ostacoli normativi (es. uso carri bombolai, limitazioni sui materiali in ingresso, ecc).

Il CMA è fermamente convinto che a fine incentivo dovrà essere maggiormente favorita la riconversione a biometano, ma anche valorizzata la produzione elettrica ove realizzata in modo ambientalmente efficiente (es. con valorizzazione del calore, del digestato, ecc), prevedendo ulteriori forme di incentivazione, seppur ridotte, per gli impianti che continueranno ad operare in assetto cogenerativo (elettrico e termico) e valorizzando i preziosi servizi che il settore biogas potrà offrire al mercato elettrico in tema di partecipazione al Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD) in qualità di fonte elettrica programmabile e flessibile.

La nostra visione del futuro del settore prevede un corretto mix di produzione di biometano e di biogas elettrico ben integrato nelle filiere agroalimentari locali ed in questa direzione stiamo lavorando intensamente per offrire ai nostri soci tutte le possibili opportunità di valorizzazione, diversificazione e efficientamento della produzione degli impianti biogas, che dovranno sempre più diventare un tassello importante della produzione agricola nazionale (Strategia 2024).

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