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PSR 2014-2020 Pubblicato bando operazione 4.1.3 investimenti per riduzione emissione gas serra e ammoniaca

La Regione Piemonte ha pubblicato il bando relativo alla operazione4.1.3 ” Riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera” del PSR 2014-2020.

BENEFICIARI:

  • imprenditori agricoli professionali singoli o associati
  • giovani agricoltori, singoli o associati, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capi dell’aziendausufruendo della misura 6.1.1 del PSR 2014-2020
  • giovani agricoltori, singoli o associati, che si sono già insediati durante i 5 anni precedenti la domanda di sostegno usufruendo della misura 112 del PSR 2007-2013

REQUISITI ALL’ATTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA:

  • essere imprenditore agricolo professionale (ad eccezione di chi si insedia usufruendo della misura 6.1.1)
  • possesso di partita IVA ed iscrizione al registro delle imprese
  • iscrizione all’anagrafe agricola del Piemonte e possesso di fascicolo aziendale
  • osservanza della normativa regionale in applicazione della Direttiva Nitrati
  • osservanza delle prescrizioni in materia di emissioni in atmosfera (parte V D.lgs 152/2006)

osservanza delle prescrizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale (parte II d.LGS 152/2006

CONTRIBUTO:

40 % del costo dell’investimento ammissibile, aumentabile di:

  • 10% per investimenti collettivi per uso comune (effettuati da un soggetto giuridico che definisce tra almeno 3 imprese agricole un legame stabile valido fino alla scadenza del vincolo di destinazione dell’investimento)
  • 10% per investimenti effettuati da giovani agricoltori;
  • 10% per investimenti in zone di montagna;
  • 5% per gli investimenti effettuati da chi aderisce anche all’operazione 10.1.5 “tecniche per la riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera”

SPESE AMMESSE:

  • investimenti per migliorare l’efficienza gestionale degli effluenti zootecnici;
  • investimenti per ridurre l’emissione ammoniacale dalle strutture di allevamento esistenti;
  • investimenti per ridurre il consumo di acqua nelle strutture di allevamento esistenti;
  • investimenti di tipo edilizio;
  • acquisti/acquisizioni di macchine ed attrezzature (compreso costi di installazione e programmi informatici);
  • spese tecniche e generali, di progettazione, consulenze, studi di fattibilità , acquisto brevetti e licenze per massimo il 12% della spesa.

INVESTIMENTI AMMESSI A CONTRIBUTO:

  • attrezzature informatiche per la gestione efficiente degli stoccaggi e dell’acqua nelle strutture di allevamento;
  • copertura delle strutture di stoccaggi esistenti (coperture flottanti, strutture fisse);
  • realizzazione di scarico su suolo (imhoff) per le acque della sale di mungitura degli allevamenti bovini da latte;
  • riduzione del consumo di acqua nel raffrescamento interno delle strutture di stabulazione;
  • riduzione del consumo di acqua nella pulizia degli impianti di mungitura e delle strutture di stabulazione, nell’abbeverata degli animali;
  • riduzione del volume d’acqua piovana convogliata nelle strutture di stoccaggio degli effluenti non palabili (copertura delle superfici interessate dalla presenza di animali, installazione di gronde ai tetti);
  • realizzazione di strutture di stoccaggio dell’acqua piovana da destinare ad usi zootecnici;
  • separatori solido/liquido a media-alta efficienza per il trattamento degli effluenti/digestati non palabili (centrifughe, separatoria a compressione elicoidale, separatori a rulli contrapposti);
  • sostituzione delle strutture di stoccaggio esistenti con serbatoi flessibili di materiale elastometrico/plastometrico;
  • realizzazione di strutture di stoccaggio coperte aggiuntive rispetto al volume aziendale previsto dalla normativa vigente;
  • attrezzature informatiche per la gestione della fertirrigazione;
  • attrezzature per la distribuzione ombelicale degli effluenti/digestati non palabili (con distribuzione interrata, con distribuzione rasoterra in bande, con distribuzione sottocotico);
  • macchine e attrezzature per la fertirrigazione con frazioni chiarificate ottenute da separazione solido/liquido dei effluenti/digestati non palabili;
  • macchine per la movimentazione degli effluenti/digestati non palabili e palabili;
  • macchine e attrezzature per l’acidificazione di effluenti/digestati non palabili nella fase di distribuzione in campo, nella fase di stoccaggio;
  • macchine a attrezzature per l’omogeneizzazione degli effluenti/digestati non palabili;
  • macchine per la distribuzione degli effluenti/digestati non palabili dotate di distributori rasoterra in bande, dotate di interratori, di interratori sottocotico;
  • macchine per la distribuzione degli effluenti/digestati palabili dotate di sistemi di chiusura esterna di raccolta dei percolati;
  • serbatoi flessibili di materiale elastometrico/plastometrico, per volumi aggiunti rispetto al volume aziendale previsto dalla normativa vigente;
  • sistemi di localizzazione GPS delle operazioni di distribuzione in campo;
  • sistemi diagnostici per l’analisi chimica rapida degli effluenti/digestati non palabili;
  • sistemi per la distribuzione interrata di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine acquistate negli ultimi 5 anni;
  • sistemi per la distribuzione rasoterra in bande di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine acquistate negli ultimi 5 anni;
  • sistemi per la distribuzione sottocotico di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine acquistate negli ultimi 5 anni.

LIMITI DI SPESA:

  • investimenti collettivi ad uso comune: minimo 30.000 euro massimo 100.000 euro;
  • altri investimenti: minimo 10.000 euro massimo 50.000 euro.

Possibilità di realizzare investimenti di importo maggiore di quello ammesso al sostegno in autofinanziamento per l’importo eccedente.

SCADENZA: 17 luglio 2016

PSR 2014-2020 Bando Mis.10 Pagamenti agro-climatico-ambientali

La Regione Piemonte nell’ambito del PSR 2014-2020 ha pubblicato il bando della misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”

SCADENZA: 16 maggio 2016

Le operazioni ammesse a contributo sono le seguenti:

  • 10.1.1 “Produzione integrata”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 24.000.000

  • 10.1.2 “Interventi a favore della biodiversità nelle risaie”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 7.700.000

  • 10.1.3 “Tecniche di agricoltura conservativa” 

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 15.400.000

  • 10.1.4 “Sistemi colturali ecocompatibili”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 15.400.000

  • 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 12.000.000

  • 10.1.6 “Difesa del bestiame dalla predazione di canidi su pascoli collinari”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 4.000.000

  • 10.1.7 “Gestione di elementi naturaliformi dell’agrosistema”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 2.100.000

  • 10.1.8 “Allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 21.000.000

  • 10.9.1 “Gestione eco-sostenibile dei pascoli”

DOTAZIONE COMPLESSIVA: euro 15.000.000

Cibo-Energia: insieme facciamo sinergia – POLLENZO

OTTIMO SUCCESSO PER IL SEMINARIO FIPER-CMA

CIBO-ENERGIA: INSIEME FACCIAMO SINERGIA

Il 1 Aprile 2016 si è svolto, con notevole successo mediatico e di pubblico, il seminario “Cibo-Energia: insieme facciamo sinergia”. Il bellissimo contesto della sede dell’Università delle scienze gastronomiche di Pollenzo ha contribuito al successo dell’iniziativa.

L’Italia è il 3° produttore mondiale di energia elettrica derivante da impianti di biogas agricolo e il 2° in Europa dopo la Germania. Walter Righini: “Il futuro? Convertire gli impianti a biogas per la produzione di biometano che può ridurre le emissioni di gas climalteranti per il 97% in confronto agli altri carburanti.

Gennaro Sangiuliano, vice direttore del TG 1, ha aperto i lavori ripercorrendo a livello economico l’evoluzione del settore primario italiano e il ruolo dell’energia da biogas/biomasse, quali volani di sviluppo del medesimo.

Walter Righini, Presidente FIPER ha esordito riconoscendo nell’incontro tra i rappresentanti della filiera food e no-food un punto di svolta, un momento importante di conoscenza reciproca e volontà di favorire e migliorare le produzioni di eccellenza agricola attraverso la diversificazione e la filiera energetica, riducendo contemporaneamente l’impatto ambientale in termini agricoli. Righini ha poi focalizzato l’attenzione sull’opportunità di creare sinergia tra la filiera energetica e alimentare attraverso la produzione e impiego di fertilizzanti derivanti dal digestato e ceneri di combustione, di valorizzare gli impianti a biogas agricolo al termine di incentivazione in produttori di biometano.

Per ogni impianto con potenza elettrica installata di 999 kWe, la produzione di biometano stimata è di circa 2 milioni di Smc (standard metro cubo). Il valore dell’investimento richiesto per il processo di purificazione del biometano è nell’ordine di 800 mila – 1,1 milione di Euro per impianto. La produzione di metano degli impianti agricoli potrebbe contribuire fino al 10% del fabbisogno nazionale di gas. Occorre che il Governo metta a punto il sistema di incentivazione, oggi non in grado di far partire gli investimenti.

Giorgio Ferrero, assessore all’agricoltura di Regione Piemonte, ha posto l’indice sull’aumento della cementificazione del territorio e sugli effetti negativi prodotti sul settore primario; il biogas non è in competizione con la produzione di alimenti. Ha poi illustrato le linee programmatiche dell’azione regionale in campo energetico che prevedono l’incentivazione dell’aumento dell’efficienza energetica, l’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili e il contenimento dei consumi. Ha evidenziato che nel PSR 2014-2020 sono previste misure per l’efficientamento energetico per un totale di 301 milioni di Euro in 5 anni. L’impegno del Piemonte nel settore delle rinnovabili da biogas si è poi concretizzato nella DGR n. 23-2193 del 5/10/2015 che ha chiarito i casi in cui il digestato può essere classificato come sottoprodotto, sottraendo così al ciclo dei rifiuti un’importante quota di matrici biologiche che possono oggi essere valorizzate in agricoltura, nel rispetto delle vigenti norme agro-ambientali a tutela dei suoli e delle acque.

Alberto Valmaggia, assessore all’ambiente di Regione Piemonte, ha focalizzato l’attenzione sull’azione intrapresa da Regione Piemonte per conservare e migliorare  le foreste in quanto serbatoi di assorbimento carbonio, secondo gli accordi definiti nella COP21 di Parigi.

La Regione Piemonte, con il suo Piano Forestale Regionale recentemente approvato dal Comitato Tecnico Regionale per le Foreste e il Legno ha siglato e sottoscritto lo scorso 26 febbraio l’accordo interregionale delle regioni alpine per l’incremento dei prelievi legnosi anche per uso energetico.

Roberto Formigoni, presidente della 9° Commissione Agricoltura del Senato, ha ribadito la necessità di proseguire il percorso di sviluppo di impianti di biomasse e biogas sempre più sostenibili e integrati con il territorio e affiancare a questo le nuove opportunità offerte dalla produzione di biometano, produzione che, tra l’altro, presenta il vantaggio di contribuire agli obiettivi nel settore dei trasporti che per l’Italia presenta le maggiori criticità in termini di avvicinamento ai target fissati.

Sebastiano Serra, membro della Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente, evidenzia l’azione del Governo rivolta alla promozione del biometano per la riduzione dei gas a effetto serra. Si prevede, tenendo conto anche dei tempi necessari ad implementare i sistemi di “upgrading” da biogas a biometano, che il biometano possa entrare definitivamente in commercio alla fine del 2017 e divenire un vettore importante per colmare il 4,5% mancante al raggiungimento della quota di biocarburanti rinnovabili sui trasporti. Al tal fine, il Ministero dell’Ambiente in accordo con il GSE ha previsto riguardo le azioni rivolte per favorire la “mobilità a impatto zero”, collegate al Piano sulla Qualità dell’Aria, l’avvio di progetti “pilota” rivolti a Comuni e municipalizzate che abbiano i requisiti per la realizzazione di impianti di produzione di biometano da destinare all’alimentazione dei veicoli delle flotte aziendale locali, ad esempio, di trasporto pubblico e di raccolta dei rifiuti. Invita FIPER a segnalare eventuali comuni/imprese interessate all’iniziativa.

Stefano Besseghini, presidente di Ricerca Sistemi Energetici-RSE del gruppo GSE presenta brevemente le attività di ricerca avviate da RSE nel settore biogas-biomasse. Tra queste espone una tecnologia innovativa brevettata da RSE sulla raffinazione del biogas a biometano basata sull’impiego di un sorbente solido costituito da ammina supportata su un materiale granulare poroso.  Traccia le linee di sviluppo delle rinnovabili agricole in Italia.

Dario Solavaggione, Presidente del Consorzio Monviso,  testimonia con i dati piemontesi del Consorzio, come sia possibile produrre energia da biogas agricolo e sequestrare carbonio senza ridurre la produzione di alimenti. Infatti, i 140 impianti a biogas agricolo (80MWe installati) impiegano superficie agricola corrispondente solamente al 40% di quella definita per il set aside obbligatorio. Gli impianti piemontesi utilizzano solamente l’1,6% della SAU e non sono in alcun modo in grado di alterare il mercato dei cereali.  In termini ambientali si risparmiano 27.000 t/anno di concimi azotati di sintesi e circa 234.000 t/anno di CO2. In questo modo si incentiva l’incremento dell’efficienza delle rotazioni agricole per una valida coesistenza food /no food.

Durante il dibattito condotto da Maurizio Melis conduttore della trasmissione Smart Cities del Sole 24 Ore, è stata l’occasione per mettere a confronto la filiera food-no food.

Francesco Ciancaleoni, rappresentante di Coldiretti nazionale–sezione Ambiente, ha posto l’attenzione sull’importanza di riutilizzo di scarti agricoli e agroalimentari e l’impiego energetico dei reflui di allevamento che valorizzano la multifunzionalità dell’agricoltura, generando un reddito integrativo per le aziende agricole particolarmente importante in questi anni di grave crisi per il settore primario.

Luca Remmert, titolare dell’azienda agricola “La Bellotta” ha fatto presente che le aziende agricole piemontesi hanno investito circa 300 milioni di Euro per la realizzazione di impianti a biogas e grazie all’incentivazione prevista dal Governo sono riuscite a rimanere competitive sul mercato nazionale e internazionale per la produzioni di eccellenza piemontesi.

Maurizio Fino, docente all’Università di Scienze Gastronomiche, in rappresentanza di Slow Food, ha sottolineato che la produzione di energia da biomasse/biogas è da considerarsi inequivocabilmente attività agricola e non industriale, perché basata sulla capacità dell’azienda agricola di fare impresa e di presidiare il territorio e consolidare la produzione di alimenti.

Stefano Besseghini, presidente di RSE, pone l’accento sull’opportunità data dal biometano che a differenza dell’energia elettrica e del calore prodotto dal biogas localmente, può  essere trasportato ed utilizzato altrove anche in grandi impianti cogenerativi ad alta efficienza e può contribuire in modo significativo alla riduzione delle importazioni di combustibili fossili.

Dal pubblico ha poi preso la parola  Ivan Morisiasco produttore di mozzarelle di bufala a Caraglio in provincia di Cuneo. A fronte del crollo del prezzo del latte bufalino, l’azienda ha deciso di investire nel biogas realizzando un impianto di digestione anaerobica della potenza di 400 kWe, che ha permesso all’azienda, grazie all’incentivo percepito sulla produzione elettrica, di investire nell’attività casearia, producendo formaggi e aprendo 8 punti vendita in Piemonte e Liguria. Il calore è stato poi impiegato per il riscaldamento delle unità abitative della famiglia Morisiasco, della sala di mungitura e di attesa e del caseificio aziendale.

Federica Galleano, vice presidente FIPER ha concluso i lavori della giornata, rinnovando l’impegno di FIPER  ad avviare un confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico per la revisione del DM 5 dicembre 2013 in tempi brevi e favorire concretamente l’upgrading degli impianti a biogas esistenti come auspicato in apertura dal presidente Righini.

Galleano ha invitato poi Maurizio Fino e Slow Food a condividere il  modello italiano di biogas agricolo esposto durante l’incontro a livello internazionale organizzando un tavolo di confronto nel corso della prossima edizione di Terra Madre che vedrà la partecipazione di migliaia di agricoltori provenienti dai 5 continenti a Torino dal 22 al 26 settembre 2016.

Assemblea annuale 2016

Venerdì 19 Febbraio 2016 alle ore 10, presso l’Agriturismo Cascina Gorgia di Piossasco (TO) si terrà l’annuale assemblea del CMA.

L’incontro sarà l’occasione per discutere alcune novità del settore e valutare la situazione del settore biogas. Verranno fornite inoltre le informazioni relative all’attività svolta nel 2015 ed alla programmazione 2016.

All’evento parteciperà la Dott.sa Monica Bassanino della Regione Piemonte che ci fornirà un quadro più dettagliato delle misure agroambientali del PSR e della loro applicabilità per le aziende titolari di impianti biogas.

Rinnovabili a Le iene

I facili slogan, le semplificazioni e la grande approssimazione scientifica utilizzati dalla forza mediatica dirompente della TV possono fare un pessimo servizio alla verità.

E’ quanto è successo durante la puntata del 2 Novembre 2015 della trasmissione Le Iene.

Abbiamo quindi appreso che una centrale biogas equivale a 30.000 auto che “girano” contemporaneamente intorno all’impianto e che il digestato per poter essere utilizzato come fertilizzante deve subire un complesso e costoso trattamento industriale che, naturalmente, i titolari degli impianti (delinquenti, ovviamente) evitano con cura. Sappiamo ora , inoltre, che gli agricoltori gestiscono impianti da 1.000 MWe (…temibile concorrenza alle centrali nucleari francesi, quindi).

Numeri e concetti privi di senso e lontani dalla verità, che danneggiano un settore che si è faticosamente affermato e che contribuisce in modo efficace al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulla produzione di energia rinnovabile.

Nella realtà, un impianto agricolo di biogas da 1 MWe:

  • produce elettricità da fonte rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di 2.800 famiglie
  • evita l’emissione di circa 4.200 t/anno di CO2 (anidride carbonica = gas serra)
  • evita le emissioni di considerevoli quantità di metano in atmosfera
  • evita la combustione di circa 2.150.000 mc all’anno di gas metano di origine fossile
  • valorizza e stabilizza i reflui zootecnici (letame e liquame)
  • abbatte sensibilmente gli odori delle matrici trattate
  • genera un indotto di lavoro per mediamente 10 famiglie (addetti e fornitori)
  • produce circa 5.000.000 kWh di calore all’anno impiegabile per utenze varie
  • Per quanto attiene al digestato prodotto dagli impianti a partire dalle matrici agricole (insilati, letame, ecc) è un ottimo fertilizzante naturale e NON necessita di alcun trattamento preventivo prima di essere distribuito in campo per chiudere il ciclo biologico.

Il servizio non colpiva solo il settore del biogas, ma tutte le rinnovabili. Non neghiamo che possano essere esistite speculazioni anche in questo settore, ma certo le agroenergie non possono essere affossate con semplificazioni simili.

Il CMA ed i sui soci si battono per avere regole certe e per poter produrre energia rinnovabile nel pieno rispetto delle norme e delle esigenze di massima tutela ambientale. Per questo lavoriamo ogni giorno al fianco dei produttori.

Non accettiamo che un intero settore che si sta sforzando per raggiungere obiettivi ambientali di grande rilievo venga trattato in questo modo e lavoreremo in ogni sede per far conoscere ai cittadini la realtà di un settore che sta contribuendo alla crescita del Paese ed al rafforzamento del settore agricolo oggi afflitto da una gravissima crisi di prezzi e di mercato.

FIPER, Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile ha inviato alla redazione de Le Iene una lettera che esprime il grande disappunto del nostro settore.