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Pubblicate le procedure GSE per impianti FER

In data 20 dicembre 2017, il GSE ha pubblicato le Procedure operative per la gestione in esercizio degli impianti di produzione di  energia elettrica da fonti rinnovabili ammessi agli incentivi. Si tratta del documento che stabilisce, tra le altre cose, le regole per la manutenzione, le modifiche e l’ammodernamento degli impianti biogas esistenti.
Il documento diventa definitivo dopo tre mesi di consultazione alla quale il CMA ha partecipato come portatore degli interessi del settore biogas. Alcune delle nostre osservazioni sono state recepite ma in ogni caso d’ora in avanti occorrerà prestare una maggiore attenzione ad ogni modifica, anche lieve, effettuata sugli impianti.

Approvata la SEN

Venerdì 10 novembre 2017, dopo un lungo ed articolato percorso di consultazione, è stata approvata dai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico Galletti e Calenda, la STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE 2017 (SEN), documento di programmazione energetica nazionale che guiderà gli interventi nel settore per i prossimi anni.

Purtroppo, nonostante le diverse chiare prese di posizione da parte delle Associazioni di Settore, delle Organizzazioni di Categoria Agricole e da ultimo dello stesso Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), il settore agricolo ne esce nettamente sconfitto, a l’apporto delle agroenergie alla produzione nazionale di energia rinnovabile elettrica viene ridimensionato in modo drastico.

In particolare, per il settore biogas, si prevede una sostanziale fuoriuscita dal mercato elettrico, con previsione di futuri limitati incentivi per nuovi impianti al di sotto dei 70 kWe e si ritiene “necessario ridimensionare le forme di incentivazione per le bioenergie esistenti, poiché il costo variabile della materia prima non dà segnali di riduzione nel tempo, e anzi, probabilmente, si mantiene alto proprio a causa degli incentivi”. Ovviamente questo passaggio ha destato forte preoccupazione e prese di posizione contrarie da parte del MIPAF.

Come chiaramente evidenziato nelle osservazioni CMA, FIPER e MIPAF, si tratta, in generale, di affermazioni tecnicamente infondate che non tengono conto dei notevoli vantaggi ambientali, economici, occupazionali e di sviluppo di sistemi ad economia circolare che il sistema del biogas italiano ha dimostrato di apportare. Inoltre, il costo comparato delle varie fonti è stato valutato in termini di soli costi diretti, senza considerare i costi indiretti e le cosiddette esternalità.

L’unica alternativa che il Governo pare offrire al settore è quella di un passaggio alla produzione di biometano per autotrazione, pur nella consapevolezza che questa opportunità potrà essere colta solo da una parte degli impianti esistenti. La spinta sul biometano deve essere accolta con grande favore ma dovrà in futuro essere accompagnata da un adeguato sistema di incentivazione e dall’eliminazione di alcuni ostacoli normativi (es. uso carri bombolai, limitazioni sui materiali in ingresso, ecc).

Il CMA è fermamente convinto che a fine incentivo dovrà essere maggiormente favorita la riconversione a biometano, ma anche valorizzata la produzione elettrica ove realizzata in modo ambientalmente efficiente (es. con valorizzazione del calore, del digestato, ecc), prevedendo ulteriori forme di incentivazione, seppur ridotte, per gli impianti che continueranno ad operare in assetto cogenerativo (elettrico e termico) e valorizzando i preziosi servizi che il settore biogas potrà offrire al mercato elettrico in tema di partecipazione al Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD) in qualità di fonte elettrica programmabile e flessibile.

La nostra visione del futuro del settore prevede un corretto mix di produzione di biometano e di biogas elettrico ben integrato nelle filiere agroalimentari locali ed in questa direzione stiamo lavorando intensamente per offrire ai nostri soci tutte le possibili opportunità di valorizzazione, diversificazione e efficientamento della produzione degli impianti biogas, che dovranno sempre più diventare un tassello importante della produzione agricola nazionale (Strategia 2024).

Allegati:

Pubblicato Decreto COT

L’atteso decreto sui COT è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 30/6/2016.

Il 15 Maggio 2016 si era giunti all’approvazione in Conferenza Stato Regioni della bozza di Decreto che stabiliva che il limite emissivo sui COT fissato dalla legge in 150 mg/Nm3 per il biogas, dovesse intendersi esclusa la frazione metanica.  Il limite di 150 mg/Nmc di COT inclusa la frazione metanica aveva creato, in alcune Regioni (Piemonte, Marche, ecc) molti problemi ed ha obbligato molte aziende all’installazione del cosiddetto “post combustore” o di sistemi analoghi.

Il Decreto introduce, quindi, le seguenti modifiche:

  • Limite di 100 mg/Nmc di COT esclusa la frazione metanica

Il metano incombusto non verrà, quindi, più considerato ma il limite viene abbassato da 150 mg a 100 mg/Nmc di COT non metanici.

La gran parte dei motori parrebbe in grado, se correttamente gestiti e manutenuti, di rispettare il limite di 100 mg esclusa la frazione metanica senza necessità di post combustore. Per il rispetto dei limiti sul COT non metanico occorre, invece, nella gran parte dei casi un catalizzatore ossidativo correttamente funzionante. Tale catalizzatore è già normalmente installato sui motori.

Per richiedere l’applicazione del nuovo limite (più vantaggioso) occorre fare richiesta entro 60 gg da oggi alla Provincia competente. Fino alla presa d’atto da parte della Provincia si applicheranno i vecchi limiti.  Il Decreto prevede in ogni caso la facoltà della Provincia di prevedere l’inclusione del carbonio metano nei limiti emissivi. Auspichiamo, però, che le Province italiane adottino una uniformità di trattamento, per evitare, ancora una volta, di penalizzare alcuni impianti rispetto ai colleghi di altri territori.

Pubblicato il Decreto FER

E’ stato pubblicato, dopo lunghissima attesa, il Decreto 23 Giugno 2016 che regola l’incentivazione delle FER (Fonti Elettriche Rinnovabili) diverse dal fotovoltaico.

Il decreto è di grande interesse per i nuovi impianti in quanto prevede l’apertura di un nuovo registro e modifica le regole per l’accesso diretto agli incentivi.

Anche gli impianti esistenti sono interessati in quanto all’art. 30 vengono fissate le regole per gli interventi di manutenzione sugli impianti esistenti.

DM 23 Giugno 2016 – FER non fotovoltaiche

Decreto FER in dirittura di arrivo

A seguito del via libera da Bruxelles, le indiscrezioni lasciano sperare in una rapida pubblicazione del tanto atteso nuovo Decreto FER. Il DM regolerà in via transitoria il sistema di incentivazione per il 2016 per i nuovi impianti che entreranno in esercizio.

Per gli impianti esistenti, però, risulta in ogni caso particolarmente importante perché il Decreto, all’articolo 30, norma nello specifico gli interventi di manutenzione da effettuarsi sugli impianti esistenti, ivi compresi quelli sul motore (es. grandi manutenzioni, sostituzioni).

Come noto la questione delle manutenzioni è da anni piuttosto controversa in quanto in GSE si è, ad oggi, espresso solo son delle FAQ sul proprio sito internet, il cui valore legale è da molti messo in discussione.

Entro 90 gg dalla data di pubblicazione del Decreto, il GSE dovrà emanare delle specifiche linee guida per l’esecuzione delle manutenzioni. In ogni caso, dalla stesura dell’art. 30 si può evincere un approccio un po’ più elastico rispetto agli interventi manutentivi.