Fiscalità

La tassazione su base catastale è stata lo standard per le aziende agricole che producono energia rinnovabile fino al 24 Giugno 2014, data di entrata in vigore del DL 66/2014 (Decreto IRPEF).

Il citato decreto ha introdotto un nuovo sistema di tassazione forfettaria, modificando il comma 423 dell’art. 1 della Legge 23 Dicembre 2005 n. 266:
Le attività effettuate dagli imprenditori agricoli di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, costituiscono attività connesse ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile. Il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto il coefficiente di redditività del 25 per cento”.
Come noto la conversione in legge 89 del 23 Giugno 2014 ha stemperato temporaneamente la nuova posizione del Legislatore, introducendo una norma transitoria di durata annuale (anno 2014). L’articolo 12 del Decreto Legge “Milleproroghe” (D.L.31 dicembre 2014, n. 192 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”), approvato il 24 dicembre dal Consiglio dei ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre, convertito in legge n. 11 del 27/2/2015 ha prorogato al 31/12/2015 il regime di tassazione ridotta.
Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 e di esse si tiene conto ai fini della determinazione dell’acconto delle imposte sui redditi dovute per il predetto periodo d’imposta.
1-bis. Limitatamente agli anni 2014 e 2015, ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa, la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano produttive di reddito agrario. Per la produzione di energia, oltre i limiti suddetti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici e degli altri soggetti di cui all’articolo 1, comma 1093, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è determinato, ai fini IRPEF ed IRES, applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, relativamente alla componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con esclusione della quota incentivo, il coefficiente di redditività del 25 per cento, fatta salva l’opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari, previa comunicazione all’ufficio secondo le modalità previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442. Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e di esse si tiene conto ai fini della determinazione dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive dovute per il predetto periodo d’imposta”.

La bozza preliminare della Legge di stabilità per il 2016, approvata dal Governo il 16/10/2016, ha ipotizzato una stabilizzazione del regime transitorio del 2014-2015. Si è in attesa della definitiva conversione in legge della proposta di legge.

La Circolare 32 del 6 Luglio 2009 dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito i criteri per valutare la connessione dell’attività di produzione energetica a quella agricola.

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