Assemblea CMA e convegno

Il giorno 23 febbraio 2018 alle ore 9.00 presso il Ristorante Lago dei Salici di Caramagna Piemonte si terrà l’assemblea annuale del Consorzio Monviso Agroenergia.

Nell’occasione si terrà anche il seminario dal titolo: “Il contributo del settore BIOGAS per lo sviluppo e l’integrazione delle filiere agricole:  quale futuro dopo la nuova Strategia Energetica Nazionale?”

La partecipazione al convegno è libera previa iscrizione.

Pubblicate le procedure GSE per impianti FER

In data 20 dicembre 2017, il GSE ha pubblicato le Procedure operative per la gestione in esercizio degli impianti di produzione di  energia elettrica da fonti rinnovabili ammessi agli incentivi. Si tratta del documento che stabilisce, tra le altre cose, le regole per la manutenzione, le modifiche e l’ammodernamento degli impianti biogas esistenti.
Il documento diventa definitivo dopo tre mesi di consultazione alla quale il CMA ha partecipato come portatore degli interessi del settore biogas. Alcune delle nostre osservazioni sono state recepite ma in ogni caso d’ora in avanti occorrerà prestare una maggiore attenzione ad ogni modifica, anche lieve, effettuata sugli impianti.

PSR 2014-2020 Piemonte – Bando Op. 4.1.3 Riduzione emissione gas serra e ammoniaca

La Regione Piemonte ha pubblicato il bando relativo alla operazione 4.1.3 ” Riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera” del PSR 2014-2020.

BENEFICIARI:

  • Imprese agricole con qualifica di imprenditore agricolo professionale
  • Soggetti collettivi (es. cooperative) con legame stabile fino alla fine dell’impegno

REQUISITI GENERALI ALL’ATTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA:

  • iscrizione all’anagrafe agricola del Piemonte e possesso di fascicolo aziendale
  • osservanza della normativa regionale in applicazione della Direttiva Nitrati (comunicazioni 10R regolari)
  • osservanza delle prescrizioni in materia di emissioni in atmosfera (parte V D.lgs 152/2006)
  • osservanza delle prescrizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale (parte II D.Lgs 152/2006)

CONTRIBUTO:

40% del costo dell’investimento ammissibile, aumentabile di:

  • 10% per investimenti collettivi per uso comune, per giovani e per investimenti attuati in montagna
  • 5% per gli investimenti effettuati da chi ha aderito, nell’anno 2016 all’operazione, 10.1.5 “tecniche per la riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera”

SPESE AMMESSE:

  • investimenti per migliorare l’efficienza gestionale degli effluenti zootecnici;
  •  investimenti per ridurre l’emissione ammoniacale dalle strutture di allevamento esistenti;
  • investimenti per ridurre il consumo di acqua nelle strutture di allevamento esistenti;
  • investimenti di tipo edilizio;
  • acquisti/acquisizioni di macchine ed attrezzature (compreso costi di installazione e programmi informatici);
  • spese tecniche e generali, di progettazione, consulenze, studi di fattibilità, acquisto brevetti e licenze per massimo il 12% della spesa.

INVESTIMENTI AMMESSI:

  • attrezzature informatiche per la gestione efficiente degli stoccaggi e dell’acqua nelle strutture di allevamento;
  • copertura delle strutture di stoccaggi esistenti (coperture flottanti, strutture fisse);
  • realizzazione di scarico su suolo (imhoff) per le acque della sale di mungitura degli allevamenti bovini da latte;
  • riduzione del consumo di acqua nel raffrescamento interno delle strutture di stabulazione;
  • riduzione del consumo di acqua nella pulizia degli impianti di mungitura e delle strutture di stabulazione, nell’abbeverata degli animali;
  • riduzione del volume d’acqua piovana convogliata nelle strutture di stoccaggio degli effluenti non palabili (copertura delle superfici interessate dalla presenza di animali, installazione di gronde ai tetti);
  • realizzazione di strutture di stoccaggio dell’acqua piovana da destinare ad usi zootecnici;
  • separatori solido/liquido a media-alta efficienza per il trattamento degli effluenti/digestati non palabili (centrifughe, separatoria a compressione elicoidale, separatori a rulli contrapposti);
  • sostituzione delle strutture di stoccaggio esistenti con serbatoi flessibili di materiale elastometrico/plastometrico;
  • realizzazione di strutture di stoccaggio coperte aggiuntive rispetto al volume aziendale previsto dalla normativa vigente;
  • attrezzature informatiche per la gestione della fertirrigazione;
  • attrezzature per la distribuzione ombelicale degli effluenti/digestati non palabili (con distribuzione interrata, con distribuzione rasoterra in bande, con distribuzione sottocotico);
  • macchine e attrezzature per la fertirrigazione con frazioni chiarificate ottenute da separazione solido/liquido dei effluenti/digestati non palabili;
  • macchine per la movimentazione degli effluenti/digestati non palabili e palabili;
  • macchine e attrezzature per l’acidificazione di effluenti/digestati non palabili nella fase di distribuzione in campo, nella fase di stoccaggio;
  • macchine a attrezzature per l’omogeneizzazione degli effluenti/digestati non palabili;
  • macchine per la distribuzione degli effluenti/digestati non palabili dotate di distributori rasoterra in bande, dotate di interratori, di interratori sottocotico;
  • macchine per la distribuzione degli effluenti/digestati palabili dotate di sistemi di chiusura esterna di raccolta dei percolati;
  • serbatoi flessibili di materiale elastometrico/plastometrico, per volumi aggiunti rispetto al volume aziendale previsto dalla normativa vigente;
  • sistemi di localizzazione GPS delle operazioni di distribuzione in campo;
  • sistemi diagnostici per l’analisi chimica rapida degli effluenti/digestati non palabili;
  • sistemi per la distribuzione interrata di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine già presenti in azienda;
  • sistemi per la distribuzione rasoterra in bande di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine già presenti in azienda;
  • sistemi per la distribuzione sottocotico di effluenti/digestati non palabili, per l’adeguamento di macchine già presenti in azienda.

Per ulteriori investimenti ammessi si rimanda al bando.

LIMITI DI SPESA

  • investimenti collettivi ad uso comune: minimo 30.000 euro massimo 100.000 euro
  • altri investimenti: minimo 10.000 euro massimo 50.000 euro
  • Possibilità di realizzare investimenti di importo maggiore di quello ammesso al sostegno in autofinanziamento per l’importo eccedente

SCADENZA: 31 gennaio 2018

Approvata la SEN

Venerdì 10 novembre 2017, dopo un lungo ed articolato percorso di consultazione, è stata approvata dai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico Galletti e Calenda, la STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE 2017 (SEN), documento di programmazione energetica nazionale che guiderà gli interventi nel settore per i prossimi anni.

Purtroppo, nonostante le diverse chiare prese di posizione da parte delle Associazioni di Settore, delle Organizzazioni di Categoria Agricole e da ultimo dello stesso Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), il settore agricolo ne esce nettamente sconfitto, a l’apporto delle agroenergie alla produzione nazionale di energia rinnovabile elettrica viene ridimensionato in modo drastico.

In particolare, per il settore biogas, si prevede una sostanziale fuoriuscita dal mercato elettrico, con previsione di futuri limitati incentivi per nuovi impianti al di sotto dei 70 kWe e si ritiene “necessario ridimensionare le forme di incentivazione per le bioenergie esistenti, poiché il costo variabile della materia prima non dà segnali di riduzione nel tempo, e anzi, probabilmente, si mantiene alto proprio a causa degli incentivi”. Ovviamente questo passaggio ha destato forte preoccupazione e prese di posizione contrarie da parte del MIPAF.

Come chiaramente evidenziato nelle osservazioni CMA, FIPER e MIPAF, si tratta, in generale, di affermazioni tecnicamente infondate che non tengono conto dei notevoli vantaggi ambientali, economici, occupazionali e di sviluppo di sistemi ad economia circolare che il sistema del biogas italiano ha dimostrato di apportare. Inoltre, il costo comparato delle varie fonti è stato valutato in termini di soli costi diretti, senza considerare i costi indiretti e le cosiddette esternalità.

L’unica alternativa che il Governo pare offrire al settore è quella di un passaggio alla produzione di biometano per autotrazione, pur nella consapevolezza che questa opportunità potrà essere colta solo da una parte degli impianti esistenti. La spinta sul biometano deve essere accolta con grande favore ma dovrà in futuro essere accompagnata da un adeguato sistema di incentivazione e dall’eliminazione di alcuni ostacoli normativi (es. uso carri bombolai, limitazioni sui materiali in ingresso, ecc).

Il CMA è fermamente convinto che a fine incentivo dovrà essere maggiormente favorita la riconversione a biometano, ma anche valorizzata la produzione elettrica ove realizzata in modo ambientalmente efficiente (es. con valorizzazione del calore, del digestato, ecc), prevedendo ulteriori forme di incentivazione, seppur ridotte, per gli impianti che continueranno ad operare in assetto cogenerativo (elettrico e termico) e valorizzando i preziosi servizi che il settore biogas potrà offrire al mercato elettrico in tema di partecipazione al Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD) in qualità di fonte elettrica programmabile e flessibile.

La nostra visione del futuro del settore prevede un corretto mix di produzione di biometano e di biogas elettrico ben integrato nelle filiere agroalimentari locali ed in questa direzione stiamo lavorando intensamente per offrire ai nostri soci tutte le possibili opportunità di valorizzazione, diversificazione e efficientamento della produzione degli impianti biogas, che dovranno sempre più diventare un tassello importante della produzione agricola nazionale (Strategia 2024).

Allegati:

CMA: “Quella del Biogas è una filiera virtuosa”.

La filiera del biogas rappresenta un importante elemento di forza del  tessuto produttivo agricolo nazionale e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi climatici e di crescita sostenibile dell’Italia. La peculiarità del settore biogas, rispetto ad altre fonti rinnovabili, è quella di generare un rilevante effetto moltiplicatore degli investimenti distribuendo lavoro, reddito e benefici a un importante indotto nei territori rurali.

In occasione di Ecomondo il CMA è presente sull’inserto del Il Sole 24 Ore del 30 Ottobre 2017 con un articolo che illustra i punti di forza e le prospettive future della filiera del biogas italiano.

 

Il biometano e gli impianti di biogas dopo la tariffa onnicomprensiva

Si terrà a Cherasco (CN) il 20 Ottobre 2017 il seminario organizzato da Agroenergia sul futuro degli impianti biogas elettrici.

Per gli impianti di biogas avviati a partire dal 2008 con la Tariffa Onnicomprensiva (T.O.) per 15 anni, il momento della fine dell’incentivo si sta avvicinando e questo comporta anche una serie di riflessioni sulla sostenibilità economica dell’impianto. Con la fine della T.O. un impianto di biogas cogenerativo dovrà confrontarsi con le tariffe energetiche in vigore sul mercato libero.

Diventa dunque più che mai necessario, per la sussistenza dell’impianto, ottimizzare al massimo sia l’alimentazione e il suo rendimento, sia ogni elemento in uscita, dalla vendita di energia, al calore ed al digestato. In alternativa, potrebbe essere interessante il passaggio al biometano.