Rinnovabili a Le iene

I facili slogan, le semplificazioni e la grande approssimazione scientifica utilizzati dalla forza mediatica dirompente della TV possono fare un pessimo servizio alla verità.

E’ quanto è successo durante la puntata del 2 Novembre 2015 della trasmissione Le Iene.

Abbiamo quindi appreso che una centrale biogas equivale a 30.000 auto che “girano” contemporaneamente intorno all’impianto e che il digestato per poter essere utilizzato come fertilizzante deve subire un complesso e costoso trattamento industriale che, naturalmente, i titolari degli impianti (delinquenti, ovviamente) evitano con cura. Sappiamo ora , inoltre, che gli agricoltori gestiscono impianti da 1.000 MWe (…temibile concorrenza alle centrali nucleari francesi, quindi).

Numeri e concetti privi di senso e lontani dalla verità, che danneggiano un settore che si è faticosamente affermato e che contribuisce in modo efficace al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulla produzione di energia rinnovabile.

Nella realtà, un impianto agricolo di biogas da 1 MWe:

  • produce elettricità da fonte rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di 2.800 famiglie
  • evita l’emissione di circa 4.200 t/anno di CO2 (anidride carbonica = gas serra)
  • evita le emissioni di considerevoli quantità di metano in atmosfera
  • evita la combustione di circa 2.150.000 mc all’anno di gas metano di origine fossile
  • valorizza e stabilizza i reflui zootecnici (letame e liquame)
  • abbatte sensibilmente gli odori delle matrici trattate
  • genera un indotto di lavoro per mediamente 10 famiglie (addetti e fornitori)
  • produce circa 5.000.000 kWh di calore all’anno impiegabile per utenze varie
  • Per quanto attiene al digestato prodotto dagli impianti a partire dalle matrici agricole (insilati, letame, ecc) è un ottimo fertilizzante naturale e NON necessita di alcun trattamento preventivo prima di essere distribuito in campo per chiudere il ciclo biologico.

Il servizio non colpiva solo il settore del biogas, ma tutte le rinnovabili. Non neghiamo che possano essere esistite speculazioni anche in questo settore, ma certo le agroenergie non possono essere affossate con semplificazioni simili.

Il CMA ed i sui soci si battono per avere regole certe e per poter produrre energia rinnovabile nel pieno rispetto delle norme e delle esigenze di massima tutela ambientale. Per questo lavoriamo ogni giorno al fianco dei produttori.

Non accettiamo che un intero settore che si sta sforzando per raggiungere obiettivi ambientali di grande rilievo venga trattato in questo modo e lavoreremo in ogni sede per far conoscere ai cittadini la realtà di un settore che sta contribuendo alla crescita del Paese ed al rafforzamento del settore agricolo oggi afflitto da una gravissima crisi di prezzi e di mercato.

FIPER, Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile ha inviato alla redazione de Le Iene una lettera che esprime il grande disappunto del nostro settore.

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