Taglio PMG in bozza DL Bollette: a rischio 850 impianti e 2500 aziende agricole

 

Roma, 20 Dicembre 2025 – Una norma inserita nella bozza del DL Bollette rischia di decretare la fine immediata del settore del biogas elettrico agricolo italiano. La disposizione propone una drastica riduzione e successivo azzeramento dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) ed il divieto di accesso al regime per chi non ha già presentato domanda. La proposta condanna alla chiusura gli oltre 800 impianti che hanno cessato la TO o che vedranno scadere gli incentivi entro il 2027 e che per motivi tecnici non potranno riconvertire a biometano.

Il settore agricolo esprime profondo sconcerto e delusione. Negli ultimi anni, lo Stato ha spinto le aziende a investire in sostenibilità, certificazioni ambientali ed efficientamento tecnologico, anche attraverso bandi dedicati del PNRR. Dopo aver creato una legittima aspettativa di continuità attraverso il sistema dei PMG nel 2023, avviato di fatto nel 2024, si propone oggi un “decalage” che punta all’azzeramento dei sostegni al 2030. “Non possiamo pensare che ci sia veramente la volontà di chiudere un settore così importante e abbiamo bisogno di garanzie in merito” dichiara il Presidente del CMA Sebastiano Villosio. “Non è accettabile impegnare le aziende in percorsi di certificazione e investimenti green anche finanziati dalle Regioni e dal PNRR per poi obbligarle a smantellare gli impianti pochi mesi dopo.” La proposta legislativa introduce restrizioni che rendono insostenibile la prosecuzione dell’attività per la piccola e media taglia agricola.

  • Accesso negato: non potranno accedere ai PMG gli impianti con incentivi in scadenza che non abbiano già formalizzato la richiesta.
  • Taglio drastico: i PMG sono stati calcolati da RSE ed ARERA a minima copertura dei costi di produzione. È evidente che ogni taglio sarà letale per le aziende.

La relazione tecnica giustifica questi tagli con l’esigenza di ridurre gli oneri in bolletta, ma si osserva con preoccupazione una disparità di trattamento nelle politiche energetiche. Da un lato, si sostiene, giustamente e con convinzione, lo sviluppo di altre fonti di energia rinnovabile meno legate alle filiere agricole che, pur comportando oneri significativi per il sistema, ricevono importanti garanzie di investimento. Dall’altro lato, si ipotizza di tagliare drasticamente il supporto alle piccole e medie aziende agricole del biogas elettrico, che garantiscono altissima circolarità e ricadute economiche ed occupazionali importanti e sono un presidio del territorio con costi più bassi per il sistema. Il risparmio stimato verrebbe ottenuto sacrificando una filiera che garantisce lavoro, indotto, economia circolare, gestione sostenibile dei reflui zootecnici e riduzione delle emissioni. Sfugge, inoltre, la logica di smantellare centinaia di impianti proprio mentre il PNRR investe per costruirne di nuovi.

Se la norma sarà approvata senza modifiche, l’impatto sarà immediato:

  • 150 impianti in chiusura nei prossimi mesi, altri più di 700 impianti fermi entro la fine del 2027 per un totale di più di 850 impianti chiusi.
  • 30.000 addetti del settore coinvolti direttamente o indirettamente.
  • 3.500 aziende agricole della filiera di alimentazione in crisi.

Il CMA ha chiesto, al fianco di tutte le Associazioni, un confronto immediato con il Governo per rivedere una norma che non solo distruggerebbe valore economico e occupazione, ma comprometterebbe gli stessi obiettivi di decarbonizzazione del PNIEC che il biogas agricolo ha contribuito a raggiungere.

Nel frattempo, il Consorzio si è immediatamente attivato e nella giornata del 20 dicembre 2025 il Presidente Villosio ha incontrato il Ministro Pichetto Fratin, che ha dimostrato di aver ben compreso le esigenze della filiera agricola del biogas ed ha fornito ampia rassicurazione che il sistema del PMG per il biogas agricolo non sarà toccato. Ringraziamo il Ministro per la sensibilità e l’attenzione riservata al comparto agricolo del biogas e per la sua richiesta di proposte e suggerimenti per rafforzare il sistema, ma attendiamo con apprensione la formalizzazione del nuovo testo.

Seguiremo con la massima attenzione l’evoluzione della proposta battendoci per garantire il futuro di un settore essenziale per l’agricoltura italiana.

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