Dl Bollette, Consorzio Monviso Agroenergia: “Così si mette a rischio la filiera agricola del biogas”

Il presidente Sebastiano Villosio: “Il Parlamento corregga il testo per garantire continuità produttiva e investimenti”
Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il “decreto legge energia – bollette”, che incide in modo profondo sul comparto agricolo del biogas e del biometano. Le disposizioni approvate, oltre a diversi interventi a contenimento dei costi delle bollette, che i produttori di biogas agricolo condividono, prevedono una riorganizzazione del sistema dei Prezzi Minimi Garantiti estremamente penalizzante per il settore primario. Secondo il Consorzio Monviso Agroenergia il decreto rischia di compromettere la sostenibilità economica di centinaia di impianti agricoli, con ricadute dirette sulle filiere agroalimentari e sull’economia dei territori rurali.
“Il biogas agricolo non è un costo per il sistema Paese, ma un presidio ambientale ed economico”, dichiara Sebastiano Villosio, presidente del Consorzio Monviso Agroenergia. “Le nostre aziende – aggiunge Villosio – hanno investito in questi anni con visione e responsabilità, contribuendo alla gestione sostenibile degli effluenti zootecnici, alla produzione di energia rinnovabile programmabile e al rafforzamento delle filiere agroalimentari. Oggi chiediamo regole chiare, tempi certi e un trattamento adeguato. Non si può subordinare la continuità produttiva a una riconversione a biometano le cui condizioni non sono ancora definite”.
Il Consorzio ribadisce di sostenere lo sviluppo del biometano, soprattutto laddove vi siano le condizioni tecniche ed economiche per procedere, ma sottolinea come in molti contesti agricoli italiani – per taglia degli impianti, distanza dalle reti gas, valorizzazione del calore e autoconsumo aziendale – la produzione elettrica da biogas resti la soluzione più efficiente ed equilibrata.
“Senza correttivi alle disposizioni legislative – prosegue Villosio – il rischio concreto è la dismissione di impianti e la perdita di un patrimonio produttivo costruito in lunghi anni di lavoro. Sarebbe un passo indietro per la transizione ecologica e per l’autonomia energetica nazionale. Il Parlamento ora ha la responsabilità di intervenire in sede di conversione per eliminare l’obbligo di riconversione in assenza di un quadro di sostegno definito, superare il limite penalizzante alle ore di funzionamento e garantire una dotazione finanziaria coerente con il fabbisogno reale del settore”. Monviso Agroenergia conferma il proprio impegno a collaborare con le istituzioni per migliorare il testo del decreto-legge nella direzione attesa dai produttori agricoli e per contribuire a consolidare lo sviluppo di un’economia circolare utile per l’agricoltura, l’ambiente e i cittadini. “Dobbiamo sentirci tutti impegnati – conclude Villosio – per tutelare la continuità degli impianti esistenti, valorizzare il ruolo strategico delle agroenergie e assicurare stabilità a un comparto che rappresenta un tassello fondamentale della sicurezza energetica e ambientale del Paese”.





