Emissioni: il Piemonte mette in difficoltà la sua agricoltura

la Giunta regionale del Piemonte ha approvato lo scorso Venerdì 26 febbraio 2021 la deliberazione n. 9-2916 recante “Disposizioni Straordinarie per la Tutela della Qualità dell’Aria”.
In sintesi la stessa prevede che:
- Dal 1 marzo il semaforo antismog, elaborato da ARPA Piemonte, si applica a tutto il territorio dell’agglomerato di Torino, della pianura e della collina, esce 3 volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) ed è attivo dal 15/9 al 15/4. Nei giorni in cui il semaforo è acceso (da arancione in su), la distribuzione in campo di tutte le matrici fertilizzanti contenenti azoto (reflui e digestati, sia palabili che non palabili, concimi minerali, ammendanti e correttivi) è ammessa solo tramite l’iniezione diretta o l’interramento immediato, contestuale alla distribuzione;
- nel periodo 15/9-15/4 è sempre vietata la combustione all’aperto di paglie e residui colturali; deroghe possono essere concesse solo nei Comuni di montagna; sono sempre fatte salve le esigenze connesse ad emergenze fitosanitarie, su indicazione dell’Autorità competente. In risicoltura, il divieto decorre dal 1/9 e sono fatte salve le aree risicole con suoli asfittici, in cui l’interramento delle paglie del riso non è agronomicamente possibile a causa della loro insufficiente degradazione, e per i soli casi in cui l’allontanamento dei residui colturali non risulti possibile;
- ai sensi della DGR n. 14-1996 del 25 settembre 2020, i Comuni coinvolti devono emanare propria ordinanza.
L’emanazione di questa delibera ha gettato nello scompiglio il settore agricolo anche perché vengono messe in discussione le normali pratiche agronomiche e la stessa ha effetti non solo per il settore zootecnico ma anche per molti altri settori (cerealicoltura, frutticoltura, risicoltura, ecc.).
La misura, secondo la Regione, si è resa necessaria per far fronte alla procedura di infrazione e successivo deferimento a seguito della condanna in Corte di Giustizia, legata al superamento dei limiti di polveri sottili nel bacino padano. Importanti interventi di contenimento sono quindi necessari per far fronte ad anni di risposte inadeguate da parte delle istituzioni regionali del bacino padano.
Altre Regioni come Lombardia ed Emilia Romagna hanno però adottato o mantenuto provvedimenti più “gestibili” rispetto a quelli del Piemonte.
I primi effetti delle segnalazioni che stanno arrivando alla Regione hanno già portato la stessa ad effettuare un parziale retromarcia fornendo alcune precisazioni. Si specifica infatti che “la distribuzione in campo di tutte le matrici fertilizzanti contenenti azoto (reflui e digestati, sia palabili che non palabili, concimi minerali, ammendanti e correttivi) è ammessa solo tramite l’iniezione diretta (con macchine interratrici o sottocotico) o l’interramento immediato, contestuale alla distribuzione (distribuzione seguita da erpicatura/aratura, svolta con macchine combinate o con macchine separate che operano in modo consequenziale, nel minor lasso di tempo possibile). Non sono previste deroghe per la concimazione di copertura.”
Resta ovviamente da chiarire cosa si intende per “minor lasso di tempo possibile”.
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