AgriBiogas 2026: il biometano agricolo è la strada maestra. Nessun impianto sarà lasciato indietro.

AgriBiogas 2026: il biometano agricolo è la strada maestra. Nessun impianto sarà lasciato indietro.
Caramagna Piemonte, 15 maggio 2026
Si è conclusa con un successo straordinario la nona edizione di AgriBiogas, il convegno annuale del Consorzio Monviso Agroenergia dedicato alla filiera agricola del biogas e del biometano. Al Lago dei Salici di Caramagna Piemonte, in una giornata di sole che ha accompagnato i lavori fin dall’apertura, oltre 800 partecipanti — tra imprenditori agricoli, tecnici, ricercatori, rappresentanti istituzionali e operatori della filiera — hanno riempito la sala e gli spazi esterni, confermando AgriBiogas come l’appuntamento di riferimento del settore in Italia.
I numeri raccontano da soli la portata della giornata: 400 aziende e imprenditori agricoli, 200 aziende della filiera biogas e biometano, 26 interventi tra relazioni tecniche, contributi scientifici e interventi politici. Una giornata lunga, densa, che ha saputo tenere alta l’attenzione dall’apertura al tramonto.
Il messaggio che ha attraversato tutti gli interventi, dalle istituzioni alle organizzazioni agricole, dagli esperti ai produttori, è stato univoco e netto: avanti con il biometano agricolo, senza lasciare indietro nessuno.
I saluti istituzionali: il settore è strategico per il Paese
La giornata si è aperta con i saluti del Presidente del CMA Sebastiano Villosio, che ha sottolineato con orgoglio il percorso compiuto dal Consorzio e dalla filiera agroenergetica italiana negli ultimi anni, richiamando la responsabilità collettiva di non di
sperdere quanto costruito con anni di investimenti e lavoro.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha portato il saluto del Governo, riconoscendo il ruolo strategico del settore agroenergetico nella transizione energetica nazionale e confermando l’attenzione del Ministero verso le esigenze delle imprese agricole impegnate nella produzione di biogas e biometano. Il Ministro ha ribadito la centralità degli obiettivi del PNIEC e la volontà del Governo di accompagnare il settore verso il 2030 con strumenti normativi adeguati.
Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha portato i saluti della Regione con il calore di chi conosce da vicino il tessuto agricolo piemontese, riconoscendo nel biogas e nel biometano un pilastro della strategia energetica e ambientale del territorio. Cirio ha sottolineato come il Piemonte sia tra le Regioni italiane con la maggiore densità di impianti agroenergetici e come questo rappresenti un vantaggio competitivo da valorizzare.
Il sen. Giorgio Maria Bergesio, Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato, ha portato la voce del Parlamento, esprimendo il sostegno del legislativo alle istanze del settore e ricordando il lavoro svolto in sede parlamentare durante l’iter del DL Bollette, con l’obiettivo di attenuarne gli effetti più penalizzanti per la filiera biogas.
Luca Romano: il sistema energetico è fragile. Il biogas non è un dettaglio.
La parola è passata quindi a Luca Romano — fisico, divulgatore scientifico e creatore della seguitissima pagina social “L’Avvocato dell’Atomo” — chiamato a offrire uno sguardo più largo sul contesto energetico nazionale. Con il suo stile diretto e capace di rendere comprensibile il complesso, Romano ha tracciato un quadro che ha colpito la platea: il sistema energetico italiano è fragile, dipendente dall’estero, con una rete elettrica che per il bilanciamento si appoggia pesantemente al nucleare francese e svizzero.
In questo contesto, gli impianti biogas italiani non sono un’anomalia agricola da gestire — sono una risorsa rara: moderna, efficiente, programmabile, radicata sul territorio. Il biometano per i settori hard to abate e l’elettricità biogas ad alta efficienza sono due contributi che il sistema energetico nazionale non può permettersi di perdere. Romano ha chiuso il suo intervento con una riflessione che ha suscitato applausi: in un Paese che discute di nucleare come prospettiva lontana, sarebbe paradossale non valorizzare le fonti rinnovabili programmabili che già funzionano oggi.
Andrea Chiabrando — CMA: i numeri della transizione e la sfida del 2030
Andrea Chiabrando, direttore del Consorzio Monviso Agroenergia, ha aperto la sessione tecnica con la fotografia più aggiornata del settore. I dati confermano una transizione in pieno svolgimento ma con sfide ancora importanti davanti: sono ancora 740 gli impianti biogas elettrico oltre i 300 kWe che dovranno scegliere il percorso da intraprendere. Di questi, a giugno 2028 — fine dell’orizzonte PNRR — ne resteranno ancora circa 500 da riconvertire. Saranno questi il principale obiettivo del nuovo decreto biometano atteso per il 2027.
Chiabrando ha sottolineato come il target del 2030 sia sfidante e come sia essenziale evitare l’effetto cumulo degli investimenti. Concentrare centinaia di cantieri nello stesso arco temporale fa salire i costi di costruzione, mette sotto pressione le filiere dei fornitori e rischia di ridurre la qualità degli impianti realizzati. Il settore ha bisogno di tempi adeguati e di una pianificazione che distribuisca razionalmente gli interventi. Chiabrando ha anche ribadito con forza la necessità di salvaguardare gli impianti biogas elettrico che per ragioni tecniche, geografiche o economiche non potranno essere convertiti a biometano: sono parte integrante del sistema energetico agricolo nazionale e il loro contributo in termini di programmabilità della rete non va disperso.
Giovanni Perrella — MASE: il nuovo decreto biometano arriverà. Nessun impianto sarà lasciato indietro.
Il momento più atteso e più denso di significato dell’intera giornata è stato l’intervento di Giovanni Perrella, della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, riferimento istituzionale del MASE per il settore biometano e presidente del Comitato Tecnico Consultivo Biocarburanti.
Perrella ha parlato con la chiarezza e la competenza tecnica che il pubblico si aspettava, toccando uno per uno i punti più caldi del dibattito di settore. Il MASE sta lavorando al nuovo decreto biometano post-PNRR con un obiettivo preciso: raggiungere i target del PNIEC, accompagnando la conversione del parco biogas esistente e sostenendo i nuovi impianti. L’orizzonte temporale per la pubblicazione del decreto — nell’arco di circa un anno — è, secondo Perrella, ragionevole e compatibile con le esigenze di pianificazione degli operatori.
Sul tema della sostenibilità ambientale — uno dei nodi più dibattuti dal settore — Perrella ha portato una risposta chiara e molto attesa: le soglie previste dalla normativa europea saranno applicate così come scritte. L’obbligo di certificazione della sostenibilità riguarderà solo gli impianti con capacità superiore ai 210 Sm³/h di biometano. Gli impianti agricoli di piccola e media taglia — la grande maggioranza della platea — non saranno gravati da un onere che avrebbe reso economicamente insostenibile la riconversione in molti contesti territoriali. È una conferma di straordinaria importanza per le zone non zootecniche, dove l’esonero dalla certificazione era la condizione necessaria per rendere praticabile qualsiasi percorso di riconversione.
Sul fronte della remunerazione, Perrella ha confermato l’orientamento del MASE: il biometano sarà in ogni caso più remunerativo rispetto alla produzione elettrica nelle condizioni attuali. Un messaggio che invita i produttori a guardare con fiducia al percorso di conversione.
La frase che più ha colpito la sala — e che riassume lo spirito dell’intervento — è stata pronunciata con tono fermo e diretto: «Nessun impianto sarà lasciato indietro.» Un impegno politico e tecnico che il settore attendeva da tempo e che ha trovato in Perrella un interlocutore credibile e preparato.
Federico Mandolini — GSE: il PNRR è a buon punto. La graduatoria delle Pratiche Ecologiche la settimana prossima.
Federico Mandolini, responsabile delle Procedure Competitive e Bandi PNRR del GSE, ha aggiornato la platea sullo stato di avanzamento del programma biometano PNRR con dati precisi e tono rassicurante. Quasi 400 impianti hanno già avviato i lavori di costruzione o riconversione; un centinaio li ha completati e sta operando o sta ultimando le pratiche di allacciamento alla rete. Il trend dei cantieri è positivo e Mandolini ha espresso fiducia nel raggiungimento del target entro fine 2026, con un forte impulso atteso nei mesi estivi e autunnali.
Una notizia concreta e immediatamente operativa: la graduatoria del Decreto Pratiche Ecologiche sarà pubblicata la settimana prossima, dando risposta agli impianti biogas elettrico che hanno investito nell’efficientamento in vista dell’accesso al PMG prolungato fino al 2037. Un annuncio accolto con interesse dal pubblico, che attende questo provvedimento da mesi.
Valeria Vignolo — Italgas: le reti faranno la loro parte
Valeria Vignolo, responsabile Ingegneria e Realizzazione Investimenti di Italgas Reti — il principale distributore di gas in Italia con oltre 1.600 Comuni serviti — ha portato la prospettiva degli operatori di rete in un momento cruciale per la connessione dei nuovi impianti biometano.
Vignolo ha riconosciuto l’esistenza di colli di bottiglia nelle connessioni, che hanno causato ritardi e difficoltà ad alcuni cantieri già completati. Ha però sottolineato l’impegno di Italgas ad accelerare i processi e ha accolto positivamente la nuova ripartizione dei costi di connessione, con il 70% dell’allacciamento e il 100% dei costi di compressione e misura a carico del gestore di rete. Una misura che, ha confermato, cambia concretamente il quadro economico delle riconversioni, rendendole accessibili anche agli impianti che in precedenza erano esclusi per ragioni di costo. «Gli operatori di rete faranno la loro parte», ha concluso.
La scienza: biogas e biometano italiani sono virtuosi ed efficienti
La sessione scientifica ha confermato su base dati quello che gli operatori sanno per esperienza diretta. Elio Dinuccio, professore associato del DISAFA dell’Università degli Studi di Torino, ha presentato evidenze solide sulla sostenibilità ambientale degli impianti biogas agricoli italiani, citando esperienze virtuose replicabili su scala più larga. Il biogas e biometano italiani, ha concluso, sono importanti per l’agricoltura e il sistema energetico, con margini di miglioramento ancora significativi.
Marta Gandiglio, professoressa associata del DENERG del Politecnico di Torino, ha approfondito l’impatto della destinazione del biometano ai settori hard to abate — industria pesante, trasporti, processi ad alta temperatura — come leva straordinariamente efficace per la decarbonizzazione. Ha anche sottolineato come la produzione elettrica da biogas ad alta efficienza o con elevato recupero termico rimanga una scelta energeticamente positiva per il sistema, non una scelta di serie B rispetto al biometano.
Le organizzazioni agricole: l’agroenergia deve restare nelle mani degli agricoltori
La sessione delle organizzazioni agricole ha espresso con voce forte e unitaria la posizione del mondo produttivo.
Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, ha ribadito con determinazione che le iniziative agroenergetiche devono restare nelle mani delle imprese agricole e non essere cedute a soggetti esterni alla filiera. Ha annunciato che Coldiretti sta conducendo un lavoro importante a Bruxelles per il riconoscimento del digestato come fertilizzante strategico nell’ambito della revisione della normativa europea, un risultato che avrebbe ricadute concrete sui bilanci di migliaia di aziende agricole italiane.
Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura e Copa Cogeca, ha illustrato il percorso di collaborazione tra Confagricoltura e CMA al servizio delle imprese agricole titolari di impianti, sottolineando come nell’attuale crisi dei fertilizzanti chimici il ruolo della filiera biogas e biometano — con il digestato come prodotto strategico — sia diventato ancora più rilevante.
Simona Caselli, Presidente di Granlatte e responsabile Affari Europei di Legacoop Agroalimentare, ha portato la prospettiva della cooperazione, ricordando come le attività di diversificazione del reddito agricolo siano sempre più essenziali a fronte della volatilità dei mercati internazionali e della contrazione dei margini nelle filiere tradizionali.
Donato Rotundo, Responsabile Area Ambiente di Confagricoltura, ha tratto una lezione importante dall’esperienza recente: il DL Bollette ha dimostrato quanto sia necessario rafforzare il dialogo tra Istituzioni, Associazioni di rappresentanza e imprese. Provvedimenti adottati senza un confronto adeguato con il settore rischiano di indebolire il sistema e di compromettere la fiducia degli operatori negli strumenti di sostegno. L’agricoltura, ha concluso, deve essere al centro di ogni strategia di sviluppo delle filiere agroenergetiche nazionali.
La politica: servono visione di lungo periodo e stabilità normativa
Il panel politico, coordinato con vivacità dal Sottosegretario della Regione Piemonte Claudia Porchietto, ha visto la partecipazione di Paola De Micheli (Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera, PD), Riccardo Molinari (Presidente del Gruppo Lega, Commissione Agricoltura della Camera) e Raffaele Nevi (Portavoce Nazionale di Forza Italia, Commissione Agricoltura).
Al di là delle diverse appartenenze politiche, i tre parlamentari hanno concordato su alcuni punti fondamentali: le aziende agricole sono il centro della questione agroenergetica e vanno tutelate; il biogas e il biometano hanno senso solo se radicati nel tessuto delle imprese agricole che rappresentano il territorio; il DL Bollette, pur affrontando un problema reale di sostenibilità della spesa pubblica, non ha risolto strutturalmente la questione e ha lasciato aperta la necessità di lavorare a un quadro stabile e di lungo respiro. Il ruolo strategico del digestato nella crisi dei fertilizzanti è stato richiamato da tutti e tre come argomento che merita attenzione legislativa urgente.
Fabrizio Adani: il digestato è la prossima frontiera
Fabrizio Adani, professore ordinario del DiSAA dell’Università degli Studi di Milano e uno dei massimi esperti mondiali di digestione anaerobica, ha dedicato il suo intervento alla questione del digestato — un tema che in pochi anni è passato dalla periferia del dibattito al suo centro. Adani ha argomentato con solidità scientifica che il digestato equiparato può ridurre significativamente la dipendenza dai fertilizzanti chimici di sintesi, con ricadute positive tanto ambientali quanto economiche per le aziende agricole. Ha indicato nel completamento del quadro normativo europeo — e in particolare nell’estensione delle applicazioni del RENURE al digestato equiparato — il passaggio necessario per sbloccare il pieno potenziale di questa risorsa.
Vanni Fusconi: la chiarezza fiscale non è un lusso
Vanni Fusconi, avvocato tributarista di Taxelor e editorialista del Sole 24 Ore, ha affrontato il tema della fiscalità agricola applicata al biogas e al biometano con la lucidità di chi segue le aziende nella pratica quotidiana. Le norme fiscali in agricoltura sono complesse, spesso interpretabili in modo difforme, e questo crea incertezza e rischi per gli operatori. Il filo conduttore da cui partire è il concetto di prevalenza del prodotto aziendale, che determina il mantenimento della qualifica di imprenditore agricolo. Restano però da chiarire alcuni dettagli rilevanti: la connessione del biometano all’attività agricola, e la natura fiscale dei ricavi da Prezzo Minimo Garantito. Questioni tecniche che hanno impatto concreto sui bilanci e sui rischi delle aziende, e che meritano un intervento legislativo chiarificatore.
La conclusione: una filiera che sa dove vuole andare
AgriBiogas 2026 si chiude con un patrimonio di risposte che il settore non aveva ancora raccolto tutte insieme in un’unica giornata. La conferma dell’arrivo del nuovo Decreto Biometano, l’impegno del MASE a non lasciare indietro nessun impianto, la conferma dell’esonero dalla certificazione sotto i 210 Sm³/h, la notizia imminente sulla graduatoria delle Pratiche Ecologiche, la posizione unitaria delle organizzazioni agricole sulla centralità delle imprese nella filiera: sono segnali concreti che il settore può leggere con fiducia guardando ai prossimi mesi.
Restano aperte sfide significative: i tempi del nuovo decreto biometano, la gestione del rischio effetto cumulo degli investimenti, la chiarezza fiscale, la questione dei colli di bottiglia nelle connessioni alla rete gas, la tutela degli impianti non riconvertibili. Ma la direzione è chiara, e la filiera ha dimostrato ancora una volta di sapersi muovere con competenza, determinazione e spirito costruttivo.
L’appuntamento è già per il 2027.
PRESENTAZIONI
- ADANI Fabrizio
- CAFFARO Simone
- CHIABRANDO Andrea
- DINUCCIO Elio
- FUSCONI Vanni
- GANDIGLIO Marta
- MARCHIONNI Elisa
- MARCHISONE Marco
- ROMANO Luca
- VIGNOLO Valeria
Il Consorzio Monviso Agroenergia rappresenta 230 impianti associati, 450+ fornitori di reflui zootecnici e una filiera che coinvolge oltre 2.200 aziende agricole. Per informazioni: info@monvisoenergia.it — 0121 325.9140 — www.monvisoenergia.it







